Le festa del primo maggio penalizza il fatturato Gdo

Nella settimana dal 25 aprile al 1 maggio il fatturato della Gdo ha restituito con gli interessi quello che aveva guadagnato nei sette giorni precedenti. Dopo il +3,53% del ponte del 25 aprile (nel 2015 la festività cadeva di sabato) è infatti arrivato un pesante -6,10% che trova giustificazione nel fatto che quest’anno il 1 maggio è caduto di domenica mentre nel 2015 era un lunedì con relativa possibilità di week end lungo.

Terminate tutte le festività - Pasqua, 25 aprile e 1 maggio - si può dunque fare un bilancio del primo quadrimestre al netto della stagionalità e il risultato non è per niente positivo: il rosso accumulato dalla distribuzione moderna dal 1 gennaio è dell’1,23%, un valore che rischia di compromettere seriamente l’andamento di tutto il 2016. L’anno scorso dopo i primi quattro mesi la perdita era, seppur di poco, inferiore al punto percentuale.
Secondo i dati raccolti da Nielsen, nei sette giorni in esame, tutte e quattro le macro-aree hanno chiuso in calo: si va dal -4,62% del Nord-ovest al -7,32% del Centro, passando per il -6,76% del Sud e il -7,01% del Nord-est. Nella classifica da inizio anno solo Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia sono le uniche regioni che riescono a contenere la perdita sotto il punto percentuale (-0,98% per la precisione).

Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Campania, Calabria e Sicilia sono invece il fanalino di coda con un pesante -1,73% e si confermano così la parte d’Italia dove la crisi si sente di più. Piemonte, Valle d'Aosta, Liguria, e Lombardia lasciano sul terreno l’1,12%, mentre Toscana, Marche, Umbria, Lazio e Sardegna devono fare i conti con un rosso dell’1,37%.